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La Microscopia
Finemente decorati, rivestiti in legno e in pergamena, rifiniti in avorio. I primi microscopi ci appaiono più come oggetti eleganti e preziosi che abbellivano le case dei nobili e dei ricchi, piuttosto che veri strumenti per la ricerca scientifica. Tuttavia, dietro alla loro apparente "frivolezza", i microscopi del Seicento nascondono il mondo straordinario di scoperte e d'osservazioni, che la nascita della microscopia porterà con sé. Antoni Van Leewenhoek, Robert Hooke, Marcello Malpighi, sono i nomi di alcuni dei più importanti scienziati che esploreranno per primi l'universo dell'infinitamente piccolo. Veri pionieri della ricerca nel campo della microscopia, descriveranno nuove strutture anatomiche (come la rete capillare scoperta da Malpighi) e nuove forme di vita (gli "animancula", cioè i microrganismi che il microscopio per la prima volta rese visibili agli occhi degli scienziati).
Furono sicuramente gli abili ottici olandesi i primi costruttori di microscopi, ma anche il contributo dato dall'Accademia dei Lincei all'utilizzo scientifico di questo strumento fu assai importante.
Galileo - egli stesso linceo - donò agli amici dell'accademia un microscopio che costruì con le sue mani ritenendolo utile all'indagine naturalistica.
Il microscopio fu utilizzato per osservare le piante e gli insetti. Il rigore delle illustrazioni e il commento che le accompagna testimoniano l'entusiasmo di quegli "esploratori" per l'eccezionale novità che quello strumento costituiva nel lavoro della conoscenza della natura.
Il microscopio, a partire dalla sua comparsa, subirà una graduale trasformazione tecnologica. Inizialmente affetto da numerosi difetti ottici, per quasi due secoli non fu in grado di fornire immagini perfettamente nitide e veramente affidabili. Si dovrà attendere l'Ottocento e la comparsa dei microscopi acromatici in ottone, per poter assistere ad una vera e propria conquista del microcosmo.
Da questo momento lo studio del corpo e degli organismi viventi cambierà profondamente.
Nella fisiologia e nella biologia fa la sua comparsa un elemento nuovo, la cellula, la cui importanza strutturale era stata già intuita in passato. Tuttavia soltanto ora, attraverso l'uso dei microscopi acromatici, si può comprendere che la cellula non è soltanto un piccolo elemento strutturale del corpo, ma gioca un ruolo fondamentale nel controllarne e regolarne le funzioni. È, in sostanza, l'unita morfologica e funzionale di tutti gli organismi.
I protagonisti di questa nuova rivoluzione nella ricerca scientifica sull'uomo e sui viventi portano i nomi del botanico Matthias Schleiden, del biologo Theodor Schwann, del medico Rudolf Virchow. Sulla base delle loro osservazioni e di quelle di altri scienziati, si svilupperà la Teoria Cellulare, che diventa la nuova chiave di lettura dei fenomeni legati alla vita.
Verso fine secolo l'uomo, per la prima volta, scopre che è possibile guardare all'interno del proprio corpo senza ricorrere alla lama affilata del bisturi. La scoperta dei raggi X da parte di Wilhelm Rötgen apre la strada ad un nuovo modo di affrontare la morfologia e lo studio del corpo umano, sia a fini diagnostici che di ricerca.
Ma di questo enorme sviluppo scientifico e tecnologico parleremo nella prossima sezione
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